La Legge di Bilancio 2017, Legge 232/2016, ha prorogato le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica, ristrutturazione e adeguamento antisismico degli edifici, con nuove opportunità per i condomìni.

Il “classico” Ecobonus del 65% è prorogato fino al 31/12/2017, con massimali di spesa detraibile diversi a seconda degli interventi: riqualificazione globale di interi edifici (€ 100.000), interventi su pareti, coperture, solai (€ 60.000) sostituzione o modifica di serramenti e infissi (€ 60.000), ecc.

Le novità più importanti riguardano i lavori in condominio, fino ad oggi limitati da numerosi ostacoli, primo fra tutti una domanda ancora oggi molto fragile e largamente inconsapevole da parte dei condòmini stessi. Il nuovo Ecobonus per le riqualificazioni energetiche dei condomìni stimola un cambiamento di approccio nel modo di affrontare gli interventi di manutenzione dei condomìni, che oggi sono quasi sempre realizzati con scarsa attenzione al miglioramento della loro qualità energetica. L’obiettivo è indurre i condomìni a migliorare le prestazioni energetiche dei propri involucri in occasione delle attività di manutenzione ordinaria (es. tinteggiatura della facciata). Al cambiamento di approccio contribuisce la combinazione delle caratteristiche del nuovo incentivo:

  • Bonus prorogati fino al 31/12/2021. La prospettiva di lungo termine – cinque anni – permette al condomìnio di programmare i lavori, preparare i progetti, raccogliere i preventivi e avviare il cantiere
  • Bonus potenziati fino al 70% e 75% per gli interventi sull’involucro. Per la riqualificazione di parti comuni di edifici condominiali gli incentivi si alzano a due scaglioni:
    • se l’intervento sull’involucro incide per oltre il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio è detraibile il 70% della spesa
    • se le opere sono finalizzate a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e conseguono almeno la qualifica media ex DM 26/6/2015 (linee guida nazionali per la certificazione energetica) la spesa detraibile sale al 75%
  • Facoltà di cessione delle detrazioni. I condòmini incapienti, beneficiari delle detrazioni del 70% e 75%, possono cedere il proprio credito d’imposta al fornitore che esegue i lavori o anche ad altri soggetti privati (sono esclusi istituti di credito e intermediari finanziari). La possibilità di “vendere” la detrazione, rende in via di principio accessibile a tutti l’Ecobonus del 70% e 75%, a prescindere dalla propria condizione fiscale; in questo modo è fornita una risposta a tutti i condòmini che temono di non poter fruire in tutto o in parte dell’incentivo, durante tutto il decennio dell’applicazione, e che di conseguenza si oppongono alla deliberazione delle spese. Le modalità di attuazione della cessione saranno definite con apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate entro il 1/3/2017.

Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese di massimo 40.000 €, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. Per il resto, le regole dell’Ecobonus non cambiano. La riduzione dall’Irpef (persone fisiche) o dall’Ires (imprese) viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo. È invariato anche l’iter per ottenere la detrazione: pagamento con bonifico “parlante” e invio della documentazione prevista all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Il messaggio del nuovo Ecobonus condomìni è chiaro: la riqualificazione energetica degli edifici comincia con la riduzione del loro fabbisogno di energia: soluzioni basate esclusivamente o prevalentemente sull’efficienza degli impianti non sono ammesse ai massimi livelli di incentivo.

In arrivo importanti novità anche per gli interventi di adeguamento anti sismico degli edifici. La detrazione scende dal 65% al 50% delle spese sostenute, ma ad ottenere il bonus fiscale saranno anche gli edifici nelle zone di rischio 3, non solo quelli nelle zone di rischio 1 e 2, considerate a più elevata probabilità di evento sismico.

Sono agevolati gli interventi effettuati nel periodo compreso tra il 1/1/2017 e il 31/12/2021. L’agevolazione si applica agli immobili adibiti ad abitazione e ad attività produttive ed è ripartita in cinque quote annuali di pari importo.

Nelle singole unità immobiliari si parte da una detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute e si può salire al 70% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore e all’80% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori. Il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a € 96.000.

Anche per il Sismabonus i condomìni godono di una “marcia in più”: si parte dalla detrazione del 50% delle spese sostenute e si può salire al 75% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore e all’85% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori. Il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a € 96.000, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Il miglioramento antisismico deve essere attestato dai professionisti sulla base delle emanande Linee guida per la classificazione sismica degli edifici. Anche per il Sismabonus ai condomìni vale la possibilità di cessione del credito d’imposta  ai fornitori che hanno effettuato l’intervento o ad altri soggetti privati.

Prorogato al 31/12/2017 anche il bonus per ristrutturazioni straordinarie e bonifica amianto, con modalità analoghe agli anni precedenti: è possibile detrarre il 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di € 96.000, ripartito in dieci quote annuali di pari importo.

Scarica la guida al risparmio energetico redatta dall’agenzia dell’entrate:

Guida al risparmio energetico